Competizione nell’arte

bartok

Il compositore Béla Bartók diceva: “Le competizioni sono per i cavalli, non per gli artisti“.

Qualcuno può obiettare: bisogna sempre migliorarsi e misurarsi con gli altri.

Distinguerei tra la voglia e necessità di raggiungere livelli più alti e la competizione con altri. La  prima dovrebbe essere un obbligo morale per ogni artista. la seconda è molto soggettiva. Oggi, quando qualità e bellezza sono parole cancellate dal vocabolario dei critici, chi ha la competenza e l’onestà intellettuale per decidere chi sia l’artista più bravo e sopratutto in base di quali criteri? Perlomeno nel campo della pittura non ci sono più parametri validi, tutto fa brodo. Aggiungi poi le raccomandazioni, la questione dei soldi, manipolazioni varie ed ecco il sistema tutto falso dell’arte di oggi. Ho visto assegnare primi premi a vere “schifezze”, manipolazioni della giuria e del voto pubblico, ho visto opere di imbarazzante dilettantismo esposte in biennali ed inserite in varie pubblicazioni, corredate da recensioni presuntuose. Infatti, oggi basta pagare un critico dell’arte per una recensione su un quadro di qualsiasi livello, anche scadente, o pagare per esporre alle varie biennali ed altre mostre anche in luoghi prestigiosi. In questo modo l’artista, o aspirante tale, non si rende neanche conto della falsità di tutto ciò e il feedback che riceve può essere totalmente fuorviante. Notorietà non significa livello artistico. Ci sono artisti di poco conto che diventano celebrità mentre altri, davvero eccellenti, sono quasi invisibili. Poi se sei circondato da gente mediocre non significa che tu sia eccellente, e vice versa, circondato da geni, non significa che non valga nulla.

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