Lasciatemi dipingere come voglio

Da quando ho cominciato a dipingere ogni tanto ricevo consigli non sollecitati da altri pittori. Presumo che certi li facciano in buona fede, convinti che come dipingono loro è il “giusto” modo di creare arte e mi vogliono “convertire”, ma non escludo neanche cattive intenzioni, si sa che in ambienti artistici c’è molta rivalità e invidia.

In genere si tratta di pittori che non sanno o non vogliono creare arte realista che è invece l’ambito in cui lavoro io. Ognuno ha il proprio credo artistico ed è giusto che sia così.

Per i pittori astratti è fatica sprecata cercare di rappresentare qualcosa di figurativo, fare studi approfonditi. C’è una incomprensione reciproca, per me invece la pittura ha senso se rappresenta qualcosa di reale in modo convincente, la forma si fa veicolo per trasmettere un messaggio.

Poi coloristi e tonalisti pensano in modo diverso, per me il colore è secondario, anche se i miei dipinti sono in genere colorati e vivaci, si appoggiano sempre su un chiaroscuro.

Per il pittore  modernista l’arte precedente al Novecento è roba vecchia che non serve a nulla. Ovviamente non sono per niente d’accordo. L’arte realista non può morire perché è basata su un bisogno naturale dell’uomo (rappresentare il mondo circostante com’è nella realtà). Priva di sentimentalismo e manierismo, esprime verità fondamentali, quindi bellezza sia materiale ma sopratutto spirituale.  Se muore il realismo, muore la bellezza stessa, muore l’umanità intesa come “insieme dei caratteri essenziali e distintivi della specie umana”, ciò che ci rende umani. Dostojevski diceva: “La bellezza salverà il mondo”. Per me la bellezza è componente essenziale dell’arte.

Per i pittori commerciali che più del valore artistico puntano alla vendita, bisogna assecondare i gusti del pubblico, accettando quindi anche di fare dipinti kitsch, o semplicemente decorativi, nelle tonalità dell’arredamento, qualsiasi cosa purché si venda.  Mi è stato suggerito anche di non fare ritratti ma volti generici per vendere di più, rinunciando così al realismo e all’espressività dei miei ritratti di cui vado fiera.

Ovviamente anch’io voglio vendere i miei quadri (tutti i pittori lo vogliono), ma non a tutti i costi. Cerco sempre accontentare i miei clienti, trovando soluzioni che soddisfino le loro esigenze senza rinunciare alla qualità artistica a cui ci tengo. Tuttavia mi è capitato di rifiutare qualche richiesta (nudo pornografico).

Alcuni colleghi mi hanno cercato inutilmente di convincere dell’inutilità di fare copie di autore. Ritengo invece che fare copie sia molto utile, l’hanno fatto anche i pittori più grandi della storia, e lo so anche per esperienza personale, la mia pittura sicuramente ne ha tratto vantaggi, non parlando del fatto che mi diverte. Qualcuno mi ha suggerito di stampare le foto su tela, risparmiando così la fatica del disegno, ma è proprio quella è la parte che mi piace di più. Se non c’è sfida fare copie d’autore non ha più senso.

Per gli iperrealisti i miei lavori possono risultare incompleti, non definiti, troppo frettolosi. Io penso diversamente: per me conta il messaggio a cui la forma è, pur piacevole, veicolante. Quando ho espresso questo contenuto in modo adeguato ed esteticamente piacevole per me non ha senso di continuare, non mi piacciono infatti i lavori troppo “leccati”.

Come vedete non sarebbe neanche possibile accontentare tutti, ma non è comunque nelle mie intenzioni. Sono autodidatta e seguo la mia strada con convinzione. I risultati ottenuti (con molto lavoro, ma in pochi anni) mi danno ragione. So che il metodo che uso è valido e lo insegno volentieri a chi me lo chiede, dando lezioni private. La mia pittura piace e questo mi dà una grande soddisfazione, perché non è vero che si dipinge solo per se stessi, ogni artista ha bisogno di un pubblico.