Il cappellaio di Sora - dipinto

Il cappellaio di Sora – quadro e racconto

Il cappellaio di Sora

 

Il cappellaio di Sora - dipinto
Il cappellaio di Sora – dipinto

(copia di Italian Village Hatters di Peder Severin Krøyer, 1880, Hirschsprung Collection,Copenhagen)

Il cappellaio di Sora, dall’originale di Kroyer, 60x80cm, olio sub tela, 03/2015Una bottega buia e polverosa di Sora, alla fine dell’800, illuminata da un fascio di luce che arriva dalla finestra mentre fuori splende il sole. Il cappellaio, insieme ai suoi due figli, lavora a torso nudo perché qua dentro, nonostante il buio, fa tanto caldo ed umido. Spiana pazientemente i pezzi di feltro bollenti mentre il vapore si alza. E’ un lavoro faticoso ma gli piace, sorride mentre il sudore gli bagna i cappelli e la barba.

Il ragazzo a sinistra, come sorpreso, gira la testa verso lo spettatore. Non ci si aspetta un pittore, tantomeno straniero, in questo ambiente povero e malsano. Non sono questi i soggetti che i clienti apprezzino. Infatti, il pittore è venuto qui per curiosità e non ha resistito a rendere la scena, benché umile, ma molto pittoresca. E’ un soggetto insolito per Kroyer, conosciuto per i suoi paesaggi pieni di luce, le spiagge Skagen visitate da eleganti signori e signore in villeggiatura. Sono pochi i suoi quadri che raffigurano lavoratori e questo è stato molto apprezzato: nel 1881 al Salon di Parigi ha ottenuto il terzo premio; è stata la prima volta che un pittore danese fosse premiato a questa importantissima ed ambitissima esposizione. Ciònonostante, Kroyer, dopo questo dipinto, considerato rivoluzionario per il tema trattato, non ha fatto altre opere di simili soggetti.

Cosa ha spinto quindi il pittore a dipingere la bottega dell’umile cappellaio di Sora? Non era molto interessato alle tematiche sociali, preferiva il sole al buio, la ricchezza alla povertà, la vita mondana all’isolamento. Eppure, a causa della sua malattia mentale, la schizofrenia, gli alti e bassi di umore, lui, pittore famoso che vantava amicizie importanti ed un’ottima posizione sociale, morì isolato e cieco. Infatti, a causa delle violenze verbali e fisiche, le umiliazioni subite dai familiari che Billie August rende tanto bene nel suo film Marie Kroyer, hanno fatto sì che fosse abbandonato anche dalla moglie. Simile è la sorte del cappellaio, figura spesso emarginata dalla società a causa del suo aspetto bizzarro ma specialmente del comportamento strano, dovuto all’intossicazione dal mercurio che provocava cambi repentini di umore e morte precoce. Non a caso, in Alice nel paese delle meraviglie, uno dei personaggi più importanti è proprio il Cappellaio Matto. Poi nella versione cinematografica di Tim Burton il cappellaio è impersonato da Johnny Depp, le sue macchie arancioni sulla pelle indicano proprio l’intossicazione cronica da mercurio che provoca fobia sociale, sbalzi di umore e attacchi schizofrenici. Perché le fiabe non dicono bugie, spesso ci raccontano i lati ombra della realtà…

Agnes Preszler

(tutti i diritti riservati)

fonti e link utili:
http://en.wikipedia.org/wiki/Peder_Severin_Kr%C3%B8yer
http://it.wikipedia.org/wiki/Cappellaio_Matto
http://www.19thc-artworldwide.org/spring11/danish-internationalism-peder-severin-kroyer-in-copenhagen-and-paris
http://www.articolouno.org/le-nostre-radici/arte-e-cultura/itemlist/user/50-michelesantulli.html