Il fiume Cosa e i ragazzi della via Pal

estemporanea sul fiume Cosa quadro finito
estemporanea sul fiume Cosa 2015 quadro finito
attestato partecipazione estemporanea -fiume cosa
attestato partecipazione estemporanea -fiume Cosa
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estemporanea alla cascata 2014

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Non riesco a togliere della testa: quel pezzo di natura attorno alla cascata del fiume Cosa, chiamata lo  Schioppo, mi evoca il romanzo “I ragazzi della via Pal” di Ferenc Molnar, un classico della letteratura per ragazzi.  Come il Grund, è un’isola felice, nel cuore della città dove rifugiarsi e sognare.  Frosinone purtroppo è tra le città più inquinate d’Italia ed anche urbanisticamente è poco curata.  In questo spazio verde così vicino al “grattacielo”, si può incontrare la natura, respirare aria un po’ più pulita, vedere un po’ di verde dopo tanto grigiore.

Prima abbandonato e dimenticato, ora,  grazie alle associazioni che l’hanno preso in cura e si sono impegnati per liberarlo dai rifiuti e dalla vegetazione eccessiva, rendendolo accessibile al pubblico, gode di una crescente popolarità. Sono stati infatti tantissimi i partecipanti agli eventi organizzati, dove artisti delle varie discipline artistiche – pittura, musica, teatro – hanno dato il proprio contributo* per vivere questo luogo come magico, fuori dal tempo e dal grigiore della quotidianità.  Perché essere artisti è vivere in un mondo incantato, rimanere sempre bambini, con la curiosità, la voglia di conoscere, l’apertura e il donarsi con passione e senza riserve, buttarsi nell’avventura, vivere in simbiosi con la natura, ascoltarla e dialogare con essa.

Che sia un’opportunità per tutti noi, dopo lo scempio delle costruzioni che non hanno avuto pietà né dell’eredità storica della città (vedi l’anfiteatro romano tombato ed ora la stessa sorte minaccia anche le terme romane) né dell’ambiente. Dopo tante occasioni mancate, facciamolo diventare davvero una piccola oasi, nel pieno rispetto della natura.  Come i ragazzi della via Pal, dobbiamo difendere questo posto dall’incuria, dalla speculazione, dall’inquinamento, (l’acqua purtroppo  è batteriologicamente contaminata, quindi si dovrebbe bonificarla),  in modo di conservare un pezzo di bellissima natura nel cuore della città.

Quanto al romanzo I ragazzi della via Pal, come sapete, finisce male (benché i ragazzi abbiano vinto la battaglia, Nemecsek muore, sul Grund (il terreno libero che considerano il proprio territorio) viene costruito un palazzo e i ragazzi devono abbandonare i loro sogni. Dimenticate il film tv con Nancy Brilli, che è una vera e propria offesa all’opera letteraria. Dovreste invece vedere la versione cinematografica realizzata nel 1969 in coproduzione USA-Ungheria del regista Zoltan Fabri: è bellissimo ed è all’altezza del romanzo.

* personalmente ho partecipato ad entrambi le estemporanee e farò parte dell’equipe di artisti che realizzerà un murale nel futuro parco del fiume Cosa